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Attualità sabato 01 agosto 2020 ore 16:28

​Estra, i soci chiedono la testa di Macrì

Consiag, Intesa e Vivi Servizi attaccano Scortecci e invocano le dimissioni del neo presidente della multiutility dell'energia



AREZZO — La maggioranza dei soci Estra “mette in minoranza” Coingas. Da Prato, Siena e Ancona le aziende “consorelle” Consiag, Intesa e Vivi Servizi, ovvero il 75 per cento della multiutility dell'energia, chiedono le dimissioni del presidente Francesco Macrì.

Di recente confermato alla guida dal Cda, nei giorni scorsi il manager aretino si era autosospeso rimettendo le deleghe, per restando presidente, dopo il secondo avviso di garanzia ricevuto nell'ambito dell'indagine della magistratura. Ma per la maggioranza dei soci il passo indietro non è abbastanza, servono le dimissioni dalla carica che tornano a chiedere in una nota inviata alla stampa nella quale replicano alle dichiarazioni dell'amministratore unico di Coingas Franco Scortecci. “Coingas ha dichiarato la fiducia a Francesco Macrì in relazione alla conferma a presidente di Estra” scrive Scortecci e ha “valutato positivamente il senso di responsabilità autosospendendosi dalle funzioni esecutive connesse alla carica. E questo perché la vicenda giudiziaria non abbia alcuna sovrapposizione con le attività dell’azienda e con la campagna elettorale”. 

Scortecci aggiunge: “In questa fase appare scarsamente comprensibile e poco responsabile la richiesta di dimissioni del presidente Macrì che sono apparse su alcuni media e avanzate da alcuni Soci. Le decisioni assunte da Macrì nella sua qualità di presidente sono state assunte in maniera collegiale dal consiglio di amministrazione e Coingas ritiene che in questa difficile e complessa fase di ripresa, Estra non possa rivedere i suoi assetti senza conseguenti forti incertezze per il futuro. Da qui la valutazione di Coingas di confermare la prosecuzione di Francesco Macrì nell’esperienza di presidente Estra fino alla naturale conclusione del suo mandato avviato da poche settimane”. 

E' proprio la posizione di Scortecci a scatenare la reazione, durissima, degli altri soci Estra che replicano a stretto giro di posta esprimendo “profonda preoccupazione per l'indagine penale che, seppur riguardi Francesco Macrì quale persona fisica, è esclusivamente collegata al ruolo di quest'ultimo quale presidente di Estra e, in particolare, alle autonomie gestionali e di spesa del presidente”. 

Durante l'assemblea “tre soci su quattro ha chiesto a Coingas di indicare un diverso nominativo alla presidenza di Estra e quindi a Macri di dimettersi; tale richiesta è stata formalizzata in assemblea - alla presenza dello stesso Scortecci - mediante un intervento scritto, e non agli organi di stampa come vuol far alludere l'Amministratore Unico di Coingas con le sue dichiarazioni”, si legge in una nota.

Non solo, per Consiag, Intesa e Vivi Servizil'ambiguità della situazione che sta vivendo Estra e le preoccupazioni del 75% dei soci è frutto di aspetti e situazioni sorte dentro Coingas, non in Estra; per di più, di tali accadimenti è stato dato grande risalto sugli organi di stampa, con oggettivo indebolimento di immagine delle persone coinvolte nonché, indirettamente, di Estra”.

Altro rilievo riguarda “le assemblee presiedute in Estra da Macrì”, che secondo la maggioranza dei soci, “ancora attendono una verbalizzazione finale, dove nessuna dichiarazione alla Camera di commercio è stata depositata sulle presunte autosospensioni annunciate da Macri e trasmesse ai media”. Un quadro complessivo che “rende evidente il conflitto di interesse di cui Estra è solo vittima”. Di qui, la richiesta delle dimissioni del neo-presidente autosospeso. 



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