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Elezioni 2020 domenica 06 settembre 2020 ore 11:54

​Ghinelli cala il “Settebello” per la nuova città

Il sindaco presenta visione e progetti per i prossimi cinque anni in 11 punti. Standing ovation per Comanducci, applausi per Merelli



AREZZO — Ci sono tutti. E non poteva essere diversamente nel giorno in cui il sindaco Alessandro Ghinelli presenta l'idea di città per i prossimi cinque anni; il progetto al quale intende dare gambe per fare di Arezzo una città tra le “capitali” nazionali. E' tonico e motivato il candidato del centrodestra e davanti ai suoi riuniti alla Borsa Merci, parla per oltre un'ora senza fermarsi mai, giusto un secondo per un sorso d'acqua. 

Ci sono le liste e gli esponenti della coalizione, gli stessi del 2015 – Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia-Arezzo nel cuore. OraGhinelli 2025 - con la new entry Civitas Etruria. Ci sono le cose fatte in cinque anni a Palazzo Cavallo che Ghinelli promette di non elencare concentrandosi, invece, su quello che c'è da fare, ma poi non resiste e dal bagaglio di amministratore, tira fuori il merito di “aver portato Arezzo fuori dalle secche nelle quali si trovava”. 

Respinge la critica dell'uomo solo al comando allargando la fatica e l'impegno di governare la città alla “squadra” con cui ha condiviso momenti difficili e soddisfazioni. Eppure Ghinelli esercita con autorevolezza il ruolo di leader della coalizione, ben consapevole del suo carisma e lo fa fino in fondo. Così, sono gli applausi a interrompere la sua “parlantina” nelle sottolineature dei progetti realizzati, ma gli applausi si trasformano in vera e propria standing ovation per Marcello Comanducci, ex assessore e presidente della Fondazione Arezzo In Tour, seduto in platea e a lungo citato dal sindaco Ghinelli come artefice di progettualità e sinergie che hanno portato beneficio alla città negli anni, a cominciare dal +81 per cento di turisti “conquistato” in cinque anni con iniziative mirate. 

Il tasto sul quale Ghinelli insiste molto è il completamento dell'azione di governo cittadino i cui effetti veri, l'impatto sulle realtà produttive, il tessuto sociale, lasciano traccia solo in un arco temporale di dieci anni. Cinque anni, dunque, per continuare e portare a compimento quanto è rimasto da fare, è ciò che chiede il candidato sindaco del centrodestra, ben attento a collegare la portata delle comunali ad Arezzo alla partita per la Regione Toscana. Cambiare il governo regionale a Firenze – scandisce - significa stabilire con Arezzo un ponte di collegamento solido in grado di “liberare” risorse ed energie per la città. 

Sono undici i punti del programma che Ghinelli declina soffermandosi sulla parola-chiave e bipartisan di questa campagna elettorale: civismo.

Sul maxi schermo scorrono i titoli di altrettanti capitoli di lavoro che il candidato sindaco passa in rassegna: dal rilancio economico con un richiamo forte alla città dell'oro, alla brandizzazione delle eccellenze aretine, al sostegno a imprese e partite Iva – ad esempio – con una politica di sgravi fiscali e abbattimento delle tasse da implementare nel prossimo mandato per ridare fiato alla ripartenza dopo anni di crisi e la “mazzata” del Covid

Su questo, Ghinelli chiama in causa l'operato dell'uomo dei numeri, ovvero l'assessore Merelli che in tempo di Covid ha trovato nelle pieghe del bilancio comunale (“oggi grazie alla nostra azione stabile e florido”, rivendica Ghinelli), 4 milioni e mezzo di euro per imprese e famiglie. Sicurezza e decoro urbano: il candidato sindaco del centrodestra conferma per Saione il presidio della Polizia Municipale (ricordando anche l'apertura del point in piazza Guido Monaco) in attesa della realizzazione della nuova caserma del vigili urbani, il cui organico oggi è salito a 94 unità. E' un numero che cita con soddisfazione visto che all'inizio del mandato – dice – il dipartimento era sottodimensionato rispetto ai bisogni della città ed è l'unico punto dove ammette di non aver rispettato la tabella di marcia fissata a cento unità. “Datemi forza e voti per arrivare a quota cento vigili urbani”, incalza la platea. Applausi. 

Il regolamento del centro storico che tiene alla larga “call center e kebab”, scandisce Ghinelli, sarà esteso anche agli altri quartieri della città mentre sul versante turismo e promozione della città, il sindaco uscente vuole mettere a sistema le sinergie con le vallate creando un circuito virtuoso per turisti e visitatori. Il punto centrale, tuttavia, resta il potenziamento dell'attrattività e dell'offerta del capoluogo. Qui Ghinelli elenca una serie di progetti tra i quali un hub culturale della musica, la “città dei festival”; l'idea di fondo è programmare una serie di eventi spalmati nell'arco dell'anno e renderli “permanenti”. La coesione sociale è il tema del quale, da sindaco, insiste perchè “la città è riuscita a reggere l'onda d'urto violentissima del Covid e a fare la differenza è stato il sistema del volontariato” e sul sostegno alle famiglie in difficoltà Ghinelli annuncia il potenziamento delle misure messe a regime finora (dalla carta famiglia al bonus natalità, al bonus affitti solo per citarne alcune). 

Capitolo rifiuti: la novità, o meglio il traguardo verso cui tendere, si chiama “tariffa puntuale”, cioè tanto produci tanto paghi. Un meccanismo complessivo che passa dall'implementazione della raccolta differenziata, al progetto per la produzione di biogas nell'impianto di San Zeno “una vera centrale di recupero dei rifiuti e termica” scandisce Ghinelli che ne valorizza il ruolo al centro del concetto di “economia circolare”. La visione della città che verrà sta in una progettualità urbanistica che completi le fasi già realizzate e quelle in corso d'opera ma attenta alla valorizzazione dell'esistente (a cominciare dal comparto edilizia) secondo i più moderni criteri di innovazione. E per evitare che la zona di Viale Santa Margherita, via Romana e Giotto vadano sott'acqua quando il meteo comanda pioggia, Ghinelli promette la soluzione.

La “ciliegina sulla torta” del programma di governo è racchiusa in un pacchetto di azioni denominato “Il Settebello per l'Arezzo del futuro”. Definizione che si presta a varie letture. Noi restiamo a quella della Treccani che al di là della carta da gioco - il sette di denari - che vale un punto, richiama il nome dell'elettrotreno di lusso che agli inizi degli anni '50 collegava Milano a Roma. Saranno gli aretini, tra quattordici giorni a decidere se salire su quel treno e chi sarà a guidarlo. 

Lucia Bigozzi
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