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Attualità mercoledì 18 novembre 2020 ore 07:00

​Ghinelli: “In Toscana no a figli e figliastri”

Il sindaco in disaccordo con Giani sull'ipotesi di staccare Siena e Grosseto dalla zona rossa. "In tal caso, ognuno si prenda i suoi malati"



AREZZO — Quando ha letto la dichiarazione del governatore della Toscana è sobbalzato sulla sedia. Eugenio Giani vuole “liberare” le province di Siena e Grosseto dalla morsa della zona rossa ma non Arezzo? 

Il sindaco Alessandro Ghinelli “affila” il fioretto e come Cyrano de Bergerac avverte: “al fin della licenza, io tocco”. Non un affondo (almeno per ora), piuttosto un altolà all’indirizzo di Palazzo Bastogi. 

Questione di metodo e di merito. Ghinelli argomenta partendo da un dato oggettivo: esiste l’Area Vasta della Asl Tse che comprende le Arezzo, Siena e Grosseto, voluta e creata dalla Regione Toscana, Rossi prima e Giani oggi. In sostanza, un territorio unico dove si organizzano e gestiscono i servizi sanitari per i cittadini; un po' come in una grande famiglia. 

Vale nella normalità e vale nell’emergenza Covid dove a Firenze per la Asl Tse si è deciso di trasformare in ospedale Covid Arezzo e Grosseto, tenendo fuori il Policlinico di Siena per tutte le altre patologie ed emergenze. Dunque il San Donato accoglie i malati Covid in arrivo da Siena e dalla provincia. Così fa Grosseto. Fin qui tutto liscio. 

Ghinelli alza le antenne quando sente ventilare dal governatore toscano l’idea di escludere le due province dalle restrizioni della zona rossa in base all’andamento dei contagi, più bassi rispetto alla città della Chimera. E da buon aretino sbotta: “Visto che siamo gestiti da un’unica azienda sanitaria che raccoglie tre province, non mi pare corretto che ne vengano lasciate libere due che, oltretutto, non hanno avuto il carico Covid di ricoverati come, invece, ha Arezzo”. 

Delle due l’una, avvisa Ghinelli: “O siamo tutti figli della stessa mamma, oppure ognuno fa per sé e a quel punto, il nostro ospedale Covid funziona solo per gli aretini. Non voglio fare il separatista, tantomeno il polemico, ma non accetto la posizione del presidente della Regione”. Nella Toscana dei campanili, ognuno guarda al proprio orticello, come dimostra il sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna che plaude all’ipotesi di Giani. Siena gongola, forte anche della senesità dell’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini. 

E Arezzo? Se Giani dovesse insistere, lo scenario potrebbe essere questo: al confine tra la Valdichiana aretina e senese, magari in quel di Lucignano o Foiano potrebbero essere create “zone franche” dove il gabelliere di turno tuona: “Chi siete, da dove venite, dove andate? Un fiorino!”. “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi docet.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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