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Cronaca martedì 20 settembre 2022 ore 12:50

"Occhio ai furbi", ad Arezzo dilaga l'abusivismo

Il dato parla di un 14% di attività fuori regola e il fenomeno è cresciuto con i social. Tra i settori artigiani: edilizia, estetica, trasporti



AREZZO — “Non possiamo più tollerare il continuo proliferare di finte imprese che operano abusivamente nel mercato delle nostre aziende regolari”, è netta la posizione del presidente delle Categorie di Confartigianato Imprese Arezzo Pierluigi Marzocchi, sulla lotta ad un fenomeno che oggi anche nella nostra provincia sta crescendo grazie soprattutto al veicolo dei social network.

Per questo motivo già da alcuni mesi Confartigianato ha lanciato una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

“Oggi ci apprestiamo a muovere un altro passo grazie al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo”, sottolinea Marzocchi.

“Abbiamo intrapreso un “dialogo” costruttivo con Confartigianato Imprese Arezzo, sul tema dell’abusivismo e sulle conseguenze ad esso legate, quali l’evasione fiscale, il lavoro nero, le frodi nelle erogazioni pubbliche e la commercializzazione di prodotti contraffatti e/o non conformi, tutti fenomeni che danneggiano fortemente l’economia”, sottolinea il Comandante provinciale della Guardia di Finanza aretina, Adriano Lovito. “Ciò nella considerazione che un’azione “corale” di organismi di vigilanza e, nella fattispecie, Confartigianato, attraverso qualificati contributi, possa moltiplicare le energie, per assicurare un’efficace protezione dei consumatori ed eque condizioni di concorrenza per i singoli operatori economici”, aggiunge Lovito. Secondo uno studio nazionale di Confartigianato, sono infatti oltre 700mila le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. 

E’ irregolare il 14% dei soggetti che svolgono attività indipendente", sottolinea il segretario della Confartigianato aretina Alessandra Papini. “In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono 587.523 imprese artigiane, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi”, conclude Marzocchi.


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