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Attualità giovedì 12 novembre 2020 ore 12:05

​Piano per i malati terminali Covid

La vicesindaco Tanti dice sì alla proposta della Regione e rilancia sull’hospice di Arezzo



AREZZO — Un protocollo per stare vicino ai familiari in condizioni terminali a causa del Covid. Arezzo dice sì alla proposta della Regione. Il sì arriva dalla vicesindaco Lucia Tanti che si dice “pronta a dare il mio contributo al tavolo di lavoro che la Regione Toscana ha annunciato di volere istituire in seno alla Commissione regionale di bioetica". 

L'organismo dovrà occuparsi di un "tema estremamente delicato ma che non possiamo sottacere: l’umanizzazione delle cure in piena pandemia e il desiderio delle famiglie di stare vicino ai loro cari, malati gravi di Covid, assistendoli nella fase finale della loro vita”. 

Ma Tanti guarda anche in un’altra direzione: “Oltre al tavolo regionale per aprire un confronto su questo, chiedo alla Regione di tenere in massima considerazione l’hospice della nostra città: un’eccellenza sanitaria e umana che, spesso, non ha trovato l’attenzione che merita. Bene quindi parlare del fine vita in tempo di Covid ma ciò non può che unirsi al necessario valore e riconoscimento di questa struttura”. 

Quanto al tavolo di lavoro per l’assistenza dei familiari ai malati terminali di Covid, la vicesindaco osserva che “questa idea, totalmente condivisibile, lanciata peraltro da un’associazione e fatta propria dalla Regione, ci spinge a prendere in considerazione aspetti psicologici, che investono la formazione sociale, per usare un linguaggio costituzionale, più sacra: la famiglia"

In quest'ottica, il vicesindaco osserva che "il desiderio di un familiare sarà sempre quello di visitare il proprio caro, specialmente se la vita di quest’ultimo è a rischio e non possiamo trascurare il fatto che impedirglielo provoca disagio e dolore. Permettere una carezza al proprio caro costretto in un letto di ospedale, sapendo che potrebbe essere una delle ultime volte che lo si fa, è una scelta di umanità di cui la politica, con la P maiuscola, deve farsi carico, trovando il giusto contemperamento tra la necessaria sicurezza delle strutture sanitarie e un gesto di amore che è ‘curativo’ sia per chi lo riceve sia per chi lo compie. In questo percorso, Arezzo c’è”.

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