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Politica giovedì 10 settembre 2020 ore 17:36

​Salvini: "Porto il mio abbraccio a Fredy"

Il leader della Lega incontra il gommista nella sua azienda a Monte San Savino. Sfida al Pd: "Ex elettori ora votano noi"



MONTE SAN SAVINO — Il filo non si è mai interrotto. Telefonate, messaggini whatsapp. Così in questi anni, da quando Matteo Salvini decise portare solidarietà a Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino che il 28 novembre 2018 sparò e uccise un ladro nella sua azienda.

Oggi accade ciò che Salvini e Pacini si sono detti tante volte in questi anni: un abbraccio, la stretta di mano, un segno di vicinanza. La stessa che Salvini ha portato al benzinaio Stacchio e ad altri imprenditori coinvolti in vicende analoghe da un capo all'altro dell'Italia.

Si tiene alla larga dal merito della questione giudiziaria ma certo, adesso che “la pubblica accusa ha chiesto l'archiviazione, credo sia solo questione di tempo”, scandisce il leader della Lega nel piazzale dell'azienda di Pacini. Poco prima di “affrontare” la selva dei microfoni e delle telecamere, Salvini visita l'azienda: con lui Pacini,la moglie e l'avvocato di famiglia Alessandra Cheli, lo accompagnano al primo piano dello stabile per mostrare la cucina e il letto dove hanno fatto da mangiare e dormito per quattro anni, dopo aver subito 39 colpi. 

Io mi domando se è normale che un artigiano scenda in officina al mattino, poi salga la sera al primo piano, lasciando a casa i figli. Le questioni giudiziarie le lascio ai giudici e agli avvocati, anche perchè... ho le mie vicende giudiziarie e non voglio aggiungere problema a problema”, ironizza il leader della Lega con a fianco Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana, la senatrice Tiziana Nisini e il consigliere regionale Marco Casucci.

Ad Arezzo Salvini avrebbe dovuto provare il brivido di un lancio dal paracadute ma ha rinunciato per incontrare Fredy Pacini che “ha cinque famiglie che lavorano per lui; vive un momento economico nel dramma del Covid che comunque gli consente tranquillità economica, speriamo di avere anche la tranquillità giudiziaria e che la nuova legge sulla legittima difesa venga applicata”. E' attento Salvini a non sbilanciarsi sulla traiettoria giudiziaria, si limita a prendere atto “da osservatore, che se la pubblica accusa dice che si è difesa, mi auguro che la giustizia italiana sancisca che si è difeso”. Pacini annuisce ed è un auspicio che vive sulla sua pelle e ci tiene a dire che non si sente strumentalizzato politicamente e che “tutti possono venire qui a incontrarmi”.

Ma i temi della campagna elettorale incalzano. E Salvini, da buon animale politico allenato alle campagne elettorali, ci va a nozze. Economia, sanità, infrastrutture, sburocratizzazione e abbattimento della tassa sui rifiuti - “i toscani sono tra quelli che pagano di più perchè la Regione non ha completato il ciclo dello smaltimento" – sono le parole chiave sulle quali il leader leghista si gioca la “contendibilità” della Toscana, ormai balzata alla ribalta delle cronache nazionali insieme al “caso” Puglia.

Con Arezzo rivela di avere un rapporto speciale: “Arezzo è una città splendida, trerra di artigianato, di produzione Made in, di fatica. Al di là delle scadenze elettorali, è una terra che ha sofferto anche per le vicende di Banca Etruria. Io con Arezzo e gli aretini ho un canale aperto anche a Roma, così come con Vicenza e realtà colpite dal dissesto finanziario di alcune banche”.

Arezzo significa settore orafo. Salvini è netto quando dice che per rilanciarlo occorre “difendere il Made in e garantire una concorrenza leale. Penso che gli artigiani toscani e italiani in generale, non abbiano rivali ma devono essere messi in condizione di competere ad armi pari e lealmente. Oggi molti imprenditori mi ripetono la necessità di una Regione Toscana a burocrazia zero: sarà uno dei primi impegni di Susanna Ceccardi se i toscani vorranno”.

La battaglia in una delle ultime roccaforti rosse, forse mai come questa volta è aperta e Salvini ha cura di rimarcarlo, usando il sottile filo dell'ironia con cui, spesso approccia i microfoni: “La contendibilità della Toscana? Vuol dire o che i toscani sono impazziti, oppure che la Lega dà un'immagine di cambiamento, di buona amministrazione che sta convincendo anche tanti ex elettori di sinistra che ho incontrato anche prima di venire qui, in Valdarno, dove persone che votavano a sinistra mi hanno detto che questa volta scelgono la Lega perchè la legge Fornero l'abbiamo tolta noi”. 

La partita, tuttavia, qui si gioca sui tanti temi regionali e il leader della Lega sta al punto:Avete la tassa sui rifiuti tra le più care d'Italia, un sistema sanitario con liste attesa fino a un anno e mezzo. E' un voto dei toscani per i toscani”, sottolinea anche se poi non rinuncia alla stoccata sul governo Conte, capitolo Scuola e ministro Azzolina.

Della tre-giorni in Toscana, Salvini evidenzia “la propositività delle iniziative della Lega e la ripetitività della preoccupazione della sinistra che parla di razzisti, fascisti, marziani, lillupuziani. Il confronto, in realtà, è su un'idea di Toscana e su scelte concrete”.

C'è tempo per tornare al lancio dal paracadute prima di raggiungere – stavolta in auto – la città al voto. Salvini non ci rinuncia. “Lo farò dopo le elezioni, quando ho tempo. Ho provato il parapendio e mi è piaciuto, ma sul lancio col paracadute si è aperto un vivace dibattito domestico che ha visto la mia compagna assolutamente contraria a questa iniziativa. Ma ho il maestro con me, non mi lancio mica da solo...” sorride rinviando il brivido del voto al tempo del relax.

Fuori dai cancelli dell'azienda, il popolo leghista attende il “Capitano” con pazienza e telefonini a portata di scatto. Quando lui si concede, una signora urla: “Matteo, sei bellissimo!!!!”. Scatta la gara al selfie. Potere del leader.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata

Salvini Monte San Savino-Fredy Pacini
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