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Attualità sabato 09 aprile 2022 ore 16:10

Sono 500 i profughi ucraini in provincia di Arezzo

In città la Fondazione dedicata al sociale avvia un punto di ascolto e informazione. Studentessa del classico fa da traduttrice e mediatrice



AREZZO — Dopo l'esplosione del conflitto e la conseguente emergenza ucraina la Fondazione Arezzo Comunità dà il via al progetto di accoglienza diffusa "Arezzo per te" e apre la propria sede per organizzare un "punto" di ascolto ed informazione dedicato ai cittadini ucraini presenti ad Arezzo.

A partire dal 12 aprile, ogni martedì dalle 15 alle 17, il locali della Fondazione in Palazzo Fossombroni (piazza San Domenico) accolgono lo sportello curato dall'associazione Tecla, socio di Arezzo Comunità, dove verranno offerte informazioni su quanto alcune realtà di volontariato presenti in città hanno messo a punto per dare sostegno a chi scappa dalla guerra: opportunità aggregative, formative, educative, sportive, ricreative, di mediazione linguistica, sociosanitarie, tutte risposte essenziali per chi deve affrontare una lunga emergenza lontano dalla propria casa.

Hanno già dato la loro disponibilità permettendo al progetto “Arezzo per te” di partire la Fondazione Thevenin, il Centro Sportivo Italiano, l'Associazione Diabetici, La Scuderia di Pan, il Centro Studi 10 e Lode, la Scuola Basket Arezzo, l'Associazione Donne Insieme, mettendo a disposizione servizi diversi in base alle loro mission.

L’elenco delle attività avviate è consultabile qui:https://www.arezzocomunita.it/wp-content/uploads/2022/04/arezzo-per-te.pdf.

Lo sportello “Arezzo per te” si avvarrà della preziosa collaborazione di Victoria Rebchuk, una studentessa di origini ucraine del liceo classico Francesco Petrarca che si è offerta di fare la mediazione linguistica.

“Attualmente ci sono circa 500 persone ucraine nel nostro territorio provinciale quasi esclusivamente donne e bambini – commenta Lucia Tanti, presidente della Fondazione Arezzo Comunità - A loro, in stretta collaborazione con la Prefettura, la Asl e l'ufficio scolastico provinciale e insieme a tutta la rete dell'accoglienza, stiamo garantendo diritti. Va benissimo, ma non basta ed è per questo motivo che è nato il progetto “Arezzo per te”. Per ora lo sportello sarà aperto un volta a settimana poi la Fondazione valuterà se potenziare o meno questo servizio alla luce dell'evolversi degli eventi”.


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