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Attualità sabato 07 novembre 2020 ore 00:40

Coprifuoco: vuoto desolante e click del semaforo

Prima notte di chiusura totale ad Arezzo, pattuglie per le strade e controlli sui pochissimi ancora in giro dopo le 22, tutti comunque diretti a casa



AREZZO — "Le strade vuote, non c'è neanche il classico cane", cantava Ligabue più di trent'anni fa in "Bar Mario". Non esiste una definizione che si avvicini più di così alla sensazione che dava Arezzo ieri dopo le 22, nella prima sera di coprifuoco. Nemmeno durante i momenti più duri del lockdown generale della scorsa primavera c'era per strada il deserto assoluto della prima notte di chiusura aretina. Strade vuote, appunto, silenzio di tomba, pattuglie che ogni tanto passano, fendendo le luci calde dei lampioni con i lampeggianti blu accesi. Qualche rarissima ed isolata auto a rompere il silenzio e l'assoluta staticità dei palazzi e delle vetture parcheggiate.

Una lunga passeggiata in una città dormiente, anche se quasi certamente ancora sveglia dietro le finestre sbarrate. I luoghi della movida, le strade del traffico a ogni ora, le piazze diventate salotti bene dopo i permessi successivi alla riapertura. Tutti vuoti, desolati, silenziosi. Piazza Grande, un immenso salotto a cielo aperto, ma deserto. Decine di tavolini, sedie e poltrone, normalmente affollate e ieri sera abbandonate a se stesse, a rappresentare una vitalità che si è fermata. Piazza San Francesco, vero e proprio perno della vita notturna del centro storico, silente e statica come mai vista prima. Lo stesso lungo tutte le strade, percorse a piedi passeggiando proprio in mezzo alla carreggiata perché nessuno passa, nessuno le percorre.

Passa uno scooter delle consegne a domicilio, praticamente le uniche attività che possono continuare a lavorare anche dopo l'orario di blocco pressoché totale, le 22. L'unico modo per poter mangiare qualcosa senza cucinarselo in casa. Niente asporto, vietato recarsi sul posto a ritirare il cibo ordinato, ma i fattorini possono muoversi senza limitazioni di orario.

La monotonia e il silenzio rotti solo dalla figura di un ragazzo in monopattino che percorre Piazza Guido Monaco e dai lampeggianti del posto di blocco che la Polizia Municipale ha organizzato davanti alla stazione ferroviaria. I pochi automobilisti che spuntano su un viale Michelangelo mai visto così, sistematicamente fermati e controllati. Ritirate le autocertificazioni e spediti a casa gli automobilisti, che comunque verso le loro abitazioni già stavano andando.

Ma alla fine è un rumore inaspettato, leggero, mai udito prima, a spiegare come sia stata Arezzo nella prima notte del coprifuoco di questa seconda ondata del Covid: il semaforo, quando scatta, fa click. Sembra quasi una piccola fotocamera, un rumore mai sentito prima, perfettamente udibile invece anche da molti metri, nel silenzio quasi totale, assoluto, assordante, di una Arezzo ferma immobile e vuota, come finora si è visto solo nei film.

Giulio Cirinei
© Riproduzione riservata


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