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Politica giovedì 28 ottobre 2021 ore 19:00

Entro il 2021 sparisce il semaforo di via Tarlati

Casi ha illustrato la variazione al piano delle opere pubbliche. Anticipato infatti il collegamento tra il parcheggio scambiatore e via Buonconte



AREZZO — “Presentiamo al Consiglio Comunale una variazione qualitativamente e quantitativamente consistente e che ci permetterà di lavorare in prospettiva confidando su due pilastri acquisiti: il 2022 e il 2023. I prossimi piani triennali potranno infatti confidare su un prospetto definito di opere per entrambe le annualità e la pianificazione e il finanziamento degli interventi marcerà più spedito”.

Queste le parole con cui l’assessore Alessandro Casi ha introdotto, oggi in Consiglio, la modifica al piano triennale delle opere pubbliche con cui viene innanzitutto anticipato al 2021 il collegamento tra il parcheggio scambiatore di via Tarlati e via Buonconte da Montefeltro. “L’opera in questione si abbina all’altro importante intervento previsto nella zona, ovvero l’eliminazione del semaforo che incrocia via Tarlati e via Buonconte da Montefeltro. Il loro combinato disposto permetterà di alleggerire il traffico in via Tarlati e soprattutto evitare le code provocate dalla svolta in sinistra al semaforo su via Buonconte. Vediamo come dovranno comportarsi gli automobilisti: chi percorre via Tarlati provenendo da San Clemente per raggiungere via Buonconte da Montefeltro dovrà svoltare nella nuova viabilità, uscendo nella rotonda finale all’altezza della ex Icienne. Chi proviene invece dagli archi potrà svoltare a destra in via Buonconte. Da quest’ultima, per raggiungere il cimitero si dovrà percorrere la nuova viabilità immettendosi in via Tarlati all’altezza della rotonda con il cavallo. Dal 2021 al 2022 vengono traslati i lavori alla palazzina L nell’area della ex Cadorna e la realizzazione della scuola materna nel quartiere di Tortaia per poter accedere ai finanziamenti previsti da un bando ministeriale che esaurirà il suo iter il prossimo anno”.

Ma nell'anno ancora in corso si aprono anche i cantieri per la manutenzione straordinaria di alcune viabilità periferiche: “si tratta – sottolinea Casi – di 420mila euro per interventi complessivi che riguardano tappeti anti-usura e ripristini del fondo stradale. Le zone sono quelle di Ristradella comprese le viabilità di accesso su questa strada comunale da Olmo e da Madonna di Mezzastrada, per un tratto di un chilometro e mezzo, 500 metri di strada comunale delle Cave dalla rotatoria sulla Setteponti fino al bivio che conduce a Patrignone, un chilometro e mezzo della strada ex regionale 71 che da Borgo a Giovi conduce a La Pazienza”.

E nuove opere sono inserite per il 2022: “piantumazione diffusa di alberi in città per un importo di 160mila euro, che andranno anche a ripristinare aree verdi dove alcune vecchie piante vanno sostituite; riqualificazione e implementazione dei vialetti, dell’illuminazione, del laghetto e degli accessi del parco Pertini per 350mila euro; rifacimento della pavimentazione interna al nido Orciolaia che a oggi si presenta molto deteriorata, 150mila euro di investimento; manutenzione straordinaria della copertura di palazzo Carbonati per 250mila euro”.

Al termine dell'illustrazione è iniziato il dibattito
Francesco Romizi: “mi sorge subito un dubbio: visto che la materna di Tortaia è legata a un bando, se lo stesso non viene vinto, come capita regolarmente a questa amministrazione, la scuola non sarà realizzata?”. “È paradossale – ha rilevato Marco Donati – che le opere pubbliche più rilevanti e strategiche sfuggano all’assessore Casi e diventino di competenza dell’assessore Sacchetti. Mentre per il Pinqua compare l’assessore Lucherini. Il quadro ci appare confusionario e soprattutto l’assessore Casi si trova in difficoltà in questo lavoro di cucitura”.
Alessandro Caneschi: “torno sulla predisposizione che caratterizza quest’amministrazione, specializzata nel non vincere i bandi. E mi riferisco al Pinqua che come noto ha escluso Arezzo dai finanziamenti. Ci viene tuttavia detto che gli interventi alla palazzina comando alla ex Cadorna e di riqualificazione degli edifici erp a Tortaia saranno comunque realizzati. Vorrei capire con quali risorse”.
Roberto Bardelli: “innanzitutto le opere che il Comune di Arezzo ha ricompreso nel Pinqua erano realizzabili e non mirabolanti come quelle di altri. La partita non è chiusa ma se queste risorse venissero a mancare potremo ricorrere ai mutui, che non vanno visti come uno spauracchio ma come occasione d’investimento a garanzia di servizi e opere pubbliche”. Infine, Luciano Ralli: “sono talmente d’accordo con l’impostazione di Bardelli che lo invito a perorare la causa dinanzi alla sua Giunta, visto che il coraggio di un mutuo o di un investimento sta emergendo solo adesso dopo sei anni”.

La delibera è stata approvata da 19 voti favorevoli e 12 contrari dopo la rivendicazione della maggioranza, per voce dei capigruppo consiliari, della coesione della Giunta e della collaborazione tra gli assessori che armonizzano proficuamente le loro deleghe e attribuzioni.


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