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Attualità venerdì 13 novembre 2020 ore 13:00

Filiali Ubi nell'Aretino, 18 passano a Bper

Quattordici, invece, entrano in Intesa. La sede storica di Corso Italia alla Popolare dell'Emilia Romagna



AREZZO — Uscita la lista delle filiali aretine che passeranno da Ubi a Bper-Banca Popolare dell’Emilia Romagna. L’acquisizione di Ubi da parte di Intesa aveva previsto, per evitare una eccessiva concentrazione di mercato, la cessione di un pacchetto di filiali (più di 500 in tutta Italia e circa 5mila dipendenti) all'Istituto di credito modenese.

Nella provincia di Arezzo, tale accordo di cessione si sostanzia con la vendita a Bper di 18 filiali, compresi due mini sportelli. Gli altri 14, su 32, passano ad Intesa.

Partendo dalla città, andranno alla banca romagnola la storica sede ex Etruria di Corso Italia e le filiali di via Romana, della Zona Industriale, dello sportello presso l’Ospedale San Donato, della zona Giotto/via Caravaggio, e anche di Ponte alla Chiassa e Indicatore. Nel comune capoluogo, quindi, delle 13 filiali Ubi - ex Etruria, 7 vanno a Bper e il minisportello e 6 restano a Intesa.

Guardano invece alla provincia, quasi tutte le filiali Ubi del Casentino verranno cedute, tranne Capolona. Quindi, Bibbiena Stazione e Soci, Chiusi della Verna, Rassina, Pratovecchio e Ponte a Poppi. Stesso discorso per la Valtiberina, con Sansepolcro e Anghiari che diventeranno Bper. Invece, la Valdichiana resta con Intesa (Castiglion Fiorentino, Camucia, Foiano, Marciano e Monte San Savino). Delle tre filiali Ubi del Valdarno, solo Castiglion Fibocchi andrà nella Banca Popolare dell'Emilia Romagna, mentre San Giovanni Valdarno e Montevarchi rimangono con Intesa.

Nessuna cessione di filiali, invece, nel resto della Toscana.

"Ci aspettiamo da Bper attenzione e massima valorizzazione dei dipendenti, nell’interesse dei clienti e delle economie dei territori. Sui lavoratori, nessuno dimentichi le vicissitudini che hanno dovuto sopportare in questi ultimi anni, dal commissariamento di Banca Etruria, al famigerato decreto di “risoluzione” (novembre 2015), alla fusione in Ubi (novembre 2017)" commenta Fabi, primo sindacato del settore bancario.


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