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Politica venerdì 29 gennaio 2021 ore 08:51

Sociale, sulla Fondazione Tanti mette la quinta

Il vicesindaco Lucia Tanti

La replica alle opposizioni in merito al nuovo percorso nell'ambito dei servizi alla persona: "gli aretini confermando Ghinelli l'hanno già avallato"



AREZZO — “Ovviamente è pieno diritto dell’opposizione chiedere conto alla Giunta di progetti politici e amministrativi importanti come la definizione di una Fondazione che si occuperà dei servizi alla persona in ambito educativo e di coesione sociale, ma va chiarito che il percorso che faremo non sarà dentro il palazzo comunale, ma fuori". Così il vicesindaco, nonché assessore Lucia Tanti, intende fare chiarezza su un argomento particolarmente dibattuto. Sul quale la minoranza ha più volte chiesto lumi.

Ed a questo punto l'amministratore precisa il motivo per cui l'iter sarà esterno alle mura di palazzo Cavallo "perché dovrà essere pienamente partecipativo e coinvolgere tutta la città. Gli aretini con la conferma del sindaco Ghinelli hanno già dato il loro via libera a questo processo che era uno degli aspetti più qualificanti del nostro programma elettorale per il secondo mandato".

"Adesso, insieme, ragioneremo su come dare a questa città uno strumento innovativo di comunità che tenga insieme il settore pubblico, il settore privato e quello del privato sociale. Il modello statalista ha fallito, quello mercatista ugualmente, adesso è il tempo del protagonismo municipale e comunitario costruito insieme". Con queste parole Tanti traccia un quadro del progetto. E anticipa anche i primi passi della realizzazione di questa futura Fondazione, che affiancherà la In Tour (turismo e grandi eventi) e la Guido d'Arezzo (cultura). "Sono molto soddisfatta, colgo l’occasione per dirlo, che intorno a questo progetto ci sia già un confronto fattivo con Koinè, il dipartimento di scienze della formazione ed educazione dell’Università di Arezzo, Fraternita dei Laici, Casa Pia, Fondazione Aliotti e il Thevenin".

Quindi, il vicesindaco chiosa: "naturalmente nel nostro percorso altri appuntamenti sono già fissati. Arezzo guarda ormai ad un modello nuovo, del resto il Covid ha accelerato una necessaria rivoluzione copernicana a cui sapremo e dovremo dare risposte”.


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