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Attualità lunedì 28 dicembre 2020 ore 11:21

Nuovo Decreto Ristori, Confartigianato al vetriolo

Maurizio Baldi lancia l'allarme: "dimenticate le Start-up e il 33% di fatturato è la ghigliottina delle aziende. Escluse le imprese più giovani"



AREZZO — Covid e crisi economica. Un binomio che pare proprio non volersi spezzare, mentre la preoccupazione cresce e il futuro appare sempre più cupo. A lanciare l'allarme è ancora Confartigianato Arezzo che punta il dito contro il Decreto ristori quater: "due falle. Pericolose perché lasciano senza sostegno moltissime imprese. Le due falle sono all’interno del Decreto che prevede sostegno delle partite Iva che hanno subito perdite di fatturato consistenti. Il nuovo Ristori sospende, infatti, gli acconti Irpef, Ires e Irap del 30 novembre, il versamento Iva e le ritenute sui lavoratori dipendenti del 16 dicembre, l’acconto Iva del 27 dicembre. Tutti questi pagamenti sono rinviati ad aprile 2021 e rateizzati. Avranno però diritto a queste agevolazioni le imprese e le partite Iva con fatturato non superiore a 50 milioni e che hanno subito perdite di almeno il 33%, calcolate sul primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019" spiega l'associazione di via Tiziano.

E precisa ancora il dirigente Maurizio Baldi: “una gravissima dimenticanza riguarda le Start-up, visto che, se da una parte una buona percentuale di queste ha avuto risultati positivi, avendo scelto di lavorare nell’ambito dell’innovazione, dall’altra vi sono molte imprese appena nate, che operano in ambiti più tradizioni, che quindi si sono trovate in gravissima crisi, che non hanno uno storico tale da poter calcolare la percentuale di perdita e che quindi si trovano escluse da qualsiasi sostegno. Per queste imprese andrebbe trovato il modo di arrivare ad un sostegno efficace, proprio per non stroncare sul nascere aziende che tra l’altro hanno spessissimo una forte componente legata al lavoro e all’occupazione giovanile”.

Ed ecco che Baldi, conclude, evidenziando quella che per Confartigianato è la seconda falla: "appare gravissimo  l’errore di aver previsto una sola percentuale-ghigliottina, quella del 33% di calo per fatturato per poter accedere al sostegno. Sotto il 33% nulla. Siamo di fronte ad una disparità di trattamento che appare inaccettabile”.


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