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Attualità giovedì 17 dicembre 2020 ore 15:35

Ristorazione al collasso, perdite fino al 90%

Catiuscia Fei, vicedirettrice Confcommercio

Il 4% delle aziende rischia di non riaprire. Confcommercio alza la voce. "Modello tedesco? Seguiamolo anche sui contributi i fondo perduto"



AREZZO — La situazione è drammatica. Il comparto della ristorazione è con l'acqua alla gola. Le aziende hanno perso mediamente il 90% del fatturato generato nel 2019 e il 4% di queste rischia di chiudere definitivamente l'attività.
In tutto questo poi ci sono le incertezze sulle riaperture. Il governo nicchia e i ristoratori soffrono.

Confcommercio dice basta e chiede un ristoro al 75% del fatturato per i mesi di novembre, dicembre e gennaio, così come hanno stabilito la Germania e altri paesi europei. 
Se il Governo pensa di chiudere le attività per le feste secondo il modello tedesco - afferma la vicedirettrice dell’associazione di categoria aretina Catiuscia Fei - allora deve disporre gli stessi contributi a fondo perduto per le imprese”. 

Una posizione condivisa da tutto il mondo della ristorazione: “perché si prende come esempio l’Europa solo per le chiusure e non per i risarcimenti? - si chiede il presidente dei ristoratori aretini Federico Vestri, - siamo sconfortati, manca una strategia nazionale, manca una visione coordinata del nostro settore. Le decisioni vengono prese e comunicate all’ultimo momento, così è impossibile programmare il lavoro perché fino a poche ore prima non sappiamo se potremo o no tornare a servire almeno i pranzi all’interno dei nostri locali. E asporto e consegne a domicilio non sono che palliativi per recuperare un minimo di fatturato”. 

Ma l'Associazione non si limita a lanciare l'allarme. Fipe-Confcommercio ha stilato una serie di proposte a sostegno della categoria.

Si tratta di una riduzione dell’Iva al 5%, rinegoziazione dei canoni di locazione con un decremento del 40% e conseguente tutela degli sfratti, poi la riduzione in egual misura dell’Imu per gli imprenditori titolari dei fondi nei quali esercitano l’attività. 
Ma non solo. L'Associazione coinvolge anche le Amministrazioni locali affinché possano intervenire, per quanto di loro competenza, nel dare un sostegno ai ristoratori.

"Chiediamo che i Comuni concedano da subito ai pubblici esercizi spazi esterni gratuiti, poi l’azzeramento di Cosap e Tari per tutto il 2021. Sono misure fondamentali per salvare la rete del fuori casa, che garantisce al territorio accoglienza, servizi e occupazione” - conclude Catiuscia Fei.


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