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Attualità venerdì 09 luglio 2021 ore 13:30

Subappalto, Confartigianato critica le novità

Cerofolini, presidente provinciale degli Edili di Confartigianato, chiede la correzione della norma definita "antisindacale e incostituzionale"



AREZZO — “No all’obbligo di applicare il contratto collettivo del contraente principale alle imprese subappaltatrici, è antisindacale e incostituzionale”. Questa la dura presa di posizione di Giordano Cerofolini, presidente provinciale degli Edili di Confartigianato, nei confronti della norma comparsa nel Decreto Semplificazioni che impone ai subappaltatori di applicare ai propri dipendenti lo stesso contratto dell'appaltatore principale.

“Su questo tema – spiega lo stesso Cerofolini - la posizione di Confartigianato è condivisa anche dalle altre associazioni di categoria. Riteniamo che una disposizione del genere sia inaccettabile, perché rappresenta una violazione della libertà sindacale e poiché si tratta di una norma che non rispetta le peculiarità settoriali. Queste ultime, nel comparto dell’artigianato, sono assicurate dalla sottoscrizione di specifici CCNL con le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale”.

Il Decreto Semplificazioni, appena varato dal Governo, (articolo 49 dl 77/2021) introduce una modifica al Codice Appalti (dlgs 50/2016), correggendo il comma 14 dell’articolo 105. Il nuovo testo prevede che il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto, debba "garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l’applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro". È quest’ultimo obbligo che le associazioni imprenditoriali non condividono.

“La modifica introdotta dal Decreto Semplificazioni al Codice dei contratti pubblici, così come formulata nel testo varato dal Governo – aggiunge Cerofolini - comprime le libertà costituzionali e viola il principio dell’autonomia contrattuale. Chiediamo pertanto di correggere questa norma al più presto. Corrispondere ai lavoratori impiegati nel subappalto il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi di settore, stipulati dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale è, per eccellenza, l’elemento di garanzia di cui si è dotato il nostro ordinamento per riconoscere le sacrosante tutele dei lavoratori – termina Cerofolini – e proprio per questo riteniamo che sia corretto applicare i contratti nazionali di lavoro per i subappaltatori, senza dover applicare il medesimo contratto dell’appaltatore”.


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