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Attualità venerdì 13 maggio 2022 ore 14:10

Malore in Giostra, Paolo salvo col defibrillatore

E' Defibrillation Day. La provincia è cardioprotetta, ma Mandò insiste sulla diffusione dei Dae nei condomini. La testimonianza di chi ce l'ha fatta



AREZZO E PROVINCIA — Il 14 maggio in tutta Italia si celebra il Defibrillation Day. Anche ad Arezzo è in programma, in piazza San Jacopo tra le 8,30 e le 13, una manifestazione per comprendere l’importanza della prevenzione cardiaca e i vantaggi del pronto intervento.

“Arezzo è una provincia che da oltre dieci anni è impegnata in una costante campagna di sensibilizzazione e potenziamento di questo fondamentale presidio di vita che è il defibrillatore - dichiara Massimo Mandò direttore del dipartimento emergenza urgenza della Asl Toscana sud est. - Siamo stati tra i primi a distribuire queste attrezzature nel territorio oggi ne abbiamo oltre mille in tutta la provincia di Arezzo (343 Arezzo, 147 Casentino, 98 Valtiberina, 248 Valdarno e 179 in Valdichiana).
Abbiamo formato oltre 34mila persone e la percentuale di sopravvivenza con queste azioni è arrivata fino al 40% degli interventi.
Un risultato eccezionale, che però non ci basta, per questo stiamo lavorando per diffondere ancora di più la presenza dei Dae anche nei grandi condomini".

Paolo Gialli oggi ha 67 anni, appassionato della Giostra del Saracino e del quartiere di Porta Santo Spirito, è sempre stato presente in piazza e nei cortei anche come maestro d’armi.
“Il 2016 fu un anno incredibile - racconta - si svolsero ben tre Giostre e le vincemmo noi del Santo Spirito. Ero tornato da alcuni giorni di vacanza e mi sentivo benissimo e mi presentai per la Giostra di agosto. Ricordo che mi chiesero, vista la mia passione per la batteria, di partecipare come tamburino. La mia sfilata, però, si fermò all’altezza di via Ricasoli vicino a piazza Duomo. Le gambe mi cedevano e facevo fatica a respirare. Mi fermai e i miei amici chiamarono subito i sanitari, che seguivano il corteo. Da allora non ricordo altro che mi svegliai in ambulanza e vidi gli occhi di una dottoressa. 

Ingenuamente chiesi: che ci faccio qui? Mi raccontarono che il mio cuore si era fermato e fu necessario defibrillarmi. I soccorritori furono eccezionali: gentili, professionali, tempestivi e mi portarono all’ospedale dove sono ancora oggi seguito. Da allora vivo con un defibrillatore cardiaco nel mio petto e non ho più avuto problemi".

In quella calda sera di agosto fu la dottoressa Valeria Donati del 118 di Arezzo ad intervenire: “all’inizio lui insisteva che si trattava del caldo e del pesante costume che indossava. Io, però, avevo subito compreso dai sintomi che non era solo la calura estiva. Tempo di convincere il signore a togliersi il costume che perse conoscenza in ambulanza. Si trattava molto chiaramente di un arresto cardiaco, ma fortunatamente il ritmo era defibrillabile ed intervenimmo. Dopo un solo intervento Gialli si riprese e lo trasferimmo in ospedale".

Quindi, Paolo termina "senza la prontezza dei soccorsi, la professionalità dei sanitari e il defibrillatore oggi non sarei qui. Vista la mia storia in questi anni ho anche deciso di diventare un astante riconosciuto".


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